ISOLA DI CAPRI: BELLEZZA E ARTE DELL’OSPITALITA’.

La famosa piazzetta di Capri.

La famosa piazzetta di Capri.

Abitata già nella Preistoria, luogo di soggiorno climatico per greci e latini, fu a lungo ed incredibilmente ignorata dai viaggiatori del Settecento.

L’isola di Capri, infatti, fu “inventata” turisticamente solo nell’Ottocento quando, anche grazie alla scoperta della Grotta Azzurra, avvenuta nel 1826, divenne uno dei luoghi più ambiti del mondo da parte di intellettuali, scrittori, poeti e pittori, soprattutto stranieri che, ammaliati dalle bellezze dell’isola, prolungavano il proprio soggiorno o decidevano di stabilirvisi per il resto della vita.

Fino agli anni ’20, l’isola era frequentata più d’inverno che d’estate. Oggi può sembrare strano ma, come molte altre località balneari del Mediterraneo, conobbe la propria fortuna grazie al soggiorno invernale di aristocratici inglesi, successivamente anche dei tedeschi e via via di altre nazionalità, alla ricerca di luoghi adatti a migliorare lo stato di salute. La stagione più frequentata era quella dei mesi tra ottobre e maggio, quando gli stranieri ritornavano verso i paesi d’origine del Nord Europa.

L’isola quindi, all’inizio della sua storia turistica, si propose per la cura di malattie reumatiche e polmonari perché, a detta di molti luminari dell’epoca, sembrava essere un rimedio efficace data l’aria secca e mite di Capri. Un turismo elitario, caratterizzato da lunghi soggiorni, dove le strutture confortevoli e di prestigio erano già una richiesta importante.

Nel 1860, si deve infatti al medico scozzese George Sidney Smith Clark, il primo nucleo di quello che diventerà in seguito il Grand Hotel Quisisana, che lo adibì a casa di cura. Esperimento che durò però pochi anni, tanto che, nel 1865, Clark lo trasformò in un albergo.

Grand Hotel Quisisana a Capri, 5 stelle lusso.

Grand Hotel Quisisana a Capri, 5 stelle lusso.

Gli alberghi più importanti dell’isola vennero costruiti, a partire dai primi anni del 1880, alla Marina Grande, non solo in quanto luogo di approdo ma soprattutto perché esposta a nord, meno soleggiata e fresca d’inverno.

Alla fine del secolo i grandi alberghi e le piccole locande a gestione familiare, erano già una ventina. Ben presto questa nuova forma di turismo si integrò con le altre attività economiche dell’isola proponendosi da volano per artigiani e commercianti locali. Imprenditori di se stessi, negli ultimi 150 anni, i capresi hanno fatto dell’ospitalità un’arte.

E nonostante che gli ultimi cinquant’anni siano stati caratterizzati dall’omologazione turistica e l’isola si sia adeguata alle esigenze mutate di una clientela molto più vasta e variegata, conserva ancora intatto il suo fascino esclusivo.

“Capri nel cuore” è un percorso legato non solo alle attrattive naturali, uniche ed impareggiabili, ma anche a a quell’aria , sovente frivola e mondana, che si respiratra le sue stradine ed i tavolini della piazzetta più famosa del mondo, simile ad un grande salotto dove è è naturale ritrovarsi anche solo per scambiare due chiacchiere.

LA STORIA DI CAPRI

Cliccate qui per leggere la storia millenaria dell’isola dalla pagina del Comune di Capri

Capri e la cultura dell'accoglienza.

Capri e la cultura dell’accoglienza.

LA GROTTA AZZURRA.

La Grotta Azzurra è una cavità naturale lunga 60 metri e larga 25 circa. L’ingresso è largo due metri e alto soltanto uno.

Per visitarla bisogna salire su una piccola barca a remi che può contenere al massimo 4 persone.

Il marinaio invita a stendersi sul fondo della barca ed entra nella grotta dandosi lo slancio con una catena attaccata alla roccia.

Grotta Azzurra

Grotta Azzurra

Perché la Grotta Azzurra è azzurra

La bellissima colorazione è data dalla luce del sole. I raggi attraversano una finestra sottomarina che si apre esattamente sotto il varco d’ingresso. La luce, che subisce una filtrazione da parte dell’acqua, assorbe il rosso e lascia passare l’azzurro. Un secondo fenomeno determina i riflessi argentei degli oggetti immersi: le bolle d’aria che aderiscono alla superficie esterna degli oggetti, avendo indice di rifrazione diverso da quello dell’acqua, permettono alla luce di uscire.

I FARAGLIONI.

La prima immagine che mi viene in mente, pensando a Capri, è sicuramente quella dei Faraglioni: tre picchi di roccia che si alzano dal mare a pochi metri dalla costa. Ogni Faraglione ha un nome: il primo unito alla terra si chiama Stella, il secondo, separato dal primo per un tratto di mare, Faraglione di Mezzo ed il terzo Faraglione di Fuori o Scopolo, ossia capo o promontorio sul mare.

Su Scopolo vive la famosa Lucertola Azzurra dei Faraglioni, la Podarcis sicula coerulea, ed è l’unico luogo dove è possibile trovarla. Si dice che abbia preso questi colori per mimetizzarsi col mare e col cielo. I Faraglioni hanno un’altezza media di 100 metri e nel Faraglione di Mezzo si apre un’arco.

I Faraglioni

I Faraglioni

UNA RICETTA TIPICA DI CAPRI: TOTANI E PATATE.

Totani con le patate alla caprese

Totani con le patate alla caprese (photo from cucchiaio.it)

INGREDIENTI:

– 1 Kg. di totani

– 1 Kg. di patate

– 1 spicchio d’aglio

– peperoncino

– prezzemolo tritato

– olio extra vergine d’oliva

– 1 grappolo grande di pomodorini ciliegini

– ½ bicchiere di vino bianco

– sale q.b.

Pulite bene i totani svuotando le teste, e tagliateli a pezzetti.

Mettete  in una pentola (se ne avete  una in coccio è preferibile), con l’olio, l’aglio, il peperoncino.

Aggiungete un mezzo bicchiere di vino bianco e quando è evaporato, mettete i pomodori schiacciati e il prezzemolo.

Cuocete a fuoco moderato, scoperti, per circa 10 minuti.

Nel frattempo sbucciate le patate e tagliatele a pezzetti.

Unite le patate ai totani, coprite e  continuate la cottura a fuoco moderato per circa mezz’ora.Una cottura lenta renderà più morbidi i totani.

Assaggiate, ogni tanto, con una forchetta il grado di cottura, mescolando con un cucchiaio di legno e aggiustate di sale. Servite con crostini di pane.

Vista incantevole

Vista incantevole del mare di Capri

(a.b.)

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